Mimmo Cavallaro è uno dei pochi interpreti e sperimentatori della tradizione musicale calabrese, il cantato in dialetto e l’utilizzo di strumenti della tradizione, come la lira calabrese, missati a testi e armonie originali, fanno di Mimmo Cavallaro una realtà importante per la storia della musica popolare italiana.
Il progetto artistico di Mimmo Cavallaro nasce ufficialmente nel 2009 con la pubblicazione del primo disco “Sona Battenti” prodotto da Taranta Power sotto la guida di Eugenio Bennato. Dal 2011, con l’uscita di “Hjuri di Hiumari”, si forma un sound particolare ed una originale idea artistica che, a partire dal linguaggio della musica tradizionale, si espande verso orizzonti spiccatamente world music. Nel 2012 esce “Rolica” e nel 2013 “Sonu”: Mimmo Cavallaro si afferma sempre più come cantautore popolare di riferimento della scena nazionale ed internazionale. Si esibisce in diversi festival di rilievo (Primo Maggio di Roma, Musicultura, Folkest, Notte della Taranta, Roma incontra il Mondo) e all'estero (tour in Germania, Svizzera, Francia, Canada, Australia, Argentina) e si parla dell'intero fenomeno anche in diversi passaggi televisivi (TG3 Linea notte, Mediterraneo, Tg2 Mizar). Nel 2013, ancora, decide di utilizzare il materiale raccolto durante gli anni e realizzare un nuovo prodotto discografico che racchiude i brani più significativi del suo periodo di ricerca, dividendoli in due categorie: quelli di carattere sacro (canti di natale e canti pasquali) e quelli di matrice laica (canzoni d’ amore, spartenza, sdegno ed episodi di vita quotidiana legati al mondo del lavoro). Un doppio cd dal nome "Sacro et profano" che reinterpreta 31 canti tradizionali dal forte contenuto poetico e dal sound raffinato, moderno ma senza tradire il linguaggio originario. La discografia già molto ricca e migliaia di concerti nelle piazze e nei teatri di tutto il mondo, portano l’artista calabrese a pubblicare, nel 2017, quella che è forse la sua opera più ambiziosa: “Calanchi”. Un album di inediti in studio magistralmente prodotti da Tony Canto (già al lavoro con molti artisti vicini alla tradizione popolare, come ad esempio Mannarino). Un primo singolo dal titolo “L’Europa che danza” è già stato pubblicato, accompagnato da un video girato da Giacomo Triglia (già videomaker per artisti del calibro di Ligabue, Brunori e molti altri).



Mimmo Cavallaro
voce e chitarra battente

Andrea Simonetta
chitarra classica, chitarra battente, mandola, cori

Gabriele Albanese
fiati

Silvio Ariotta
basso elettrico

Francesco Carioti
percussioni, tamburi a cornice

Valentina Donato
organetto, tamburello e danze